I giocatori francesi riceveranno un premio di 400 mila euro a testa

Non solo prestigio e storia ma anche un ottimo riscontro economico per i giocatori che hanno conquistato il podio di Russia 2018. Dopo la finale vinta dalla Francia per 4 a 2 sulla Croazia, è tempo di bilanci per le federazioni e per i giocatori che intascheranno i premi FIFA. La coppa del mondo di Russia 2018 vale infatti 32,5 milioni di euro e questa somma è stata garantita alla Francia da parte dell’organizzazione FIFA. Discorso simile per la Croazia, seconda classificata, a cui sono andati invece 23,9 milioni di euro e 20,5 milioni è la somma che riceverà il Belgio per il terzo posto, ottenuto nella finale contro l’Inghilterra lo scorso 14 luglio.

400 mila euro il premio pattuito in caso di vittoria

E’ quello che avevano prestabilito a inizio mondiale la federazione francese e i calciatori della rosa che ha partecipato a Russia 2018. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbe un accordo tra le parti di spartirsi circa il 30% dei premi e degli introiti arrivati dalla vittoria. Questo, si traduce in una divisione di 9,75 milioni di euro per 23 giocatori per una somma a professionista di 423 mila euro, oltre ai 20 mila euro che i giocatori incasseranno per ogni partita disputata con la maglia della nazionale.

La scelta di Mbappè

Il giocatore aveva già annunciato che in caso di vittoria del mondiale e quindi della dovuta somma pattuita, avrebbe devoluto quest’ultima in beneficenza. Si legge che Mbappè ha scelto a titolo personale di girare la quasi totalità dei suoi guadagni a delle associazioni. Altri giocatori si sono raggruppati, abbiamo dato loro un piccolo aiuto. Gli altri sono pienamente liberi di fare quel che vogliono, non ci sono direttive particolari”, dalle dichiarazioni del presidente della Federazione francese, Noel Le Graet. Un bel gesto se si pensa che è arrivato dal calciatore più giovane della compagine francese, non ancora ventenne.

Russia 2018 si è trasformata in un europeo

A partire dalle sfide delle semifinali con Francia, Belgio, Inghilterra e Croazia, il calcio Mondiale si è trasformato in una competizione Europea. Potrebbe essere un segnale di ripresa per tutto il calcio europeo? In attesa della finale di domenica 15 luglio disponibile su promorally.it sono arrivate le prime grandi risposte. Il mondiale è europeo, una competizione che poco o nulla considerava le semifinaliste si è ritrovata orfana delle squadre con i più pagati e più forti al Mondo e via allora, competizione dopo competizione, i vari Portogallo, Spagna, Germania, Argentina, Brasile.

La considerazione sul trend

Quello di Russia 2018 prima di iniziare portava con se, rispetto agli altri mondiali, un diverso senso di ovvietà, (oltre alla rovinosa ed eclatante eliminazione dell’Italia prima della partenza per la Russia) . Sembrava quasi tutto programmato e più di un torneo mondiale sembrava si trattasse di un copione ben scritto e recitato da tutte le comparse, a fare da spalla a un Messi o un Neymar, palesi eroi uno di una carriera che raggungese il culmine, l’altro del nuovo che avanza. E invece stappati i copioni e scesi incampo ogni nazionali ha dimostrato di non voler affatto lasciare la competizione e di non sentirsi inferiore a nessuno.Con questi comportamento abbiamo assistito a partite più che memorabili sia per la qualità di gioco che per la velocità, sia per l’andamento che per le sorprese.

Europa caput mundi

Il dato da cui ripartire e riflettere il 16 luglio è proprio questo: Quale azione reazione ci sia dietro. È una fase finale di un continente che lascia spazio al globale e a Qatar e Cina? Ci siamo ripresi le nostre radici e ci siamo ripresi la paternità di uno sport che è e forse resterà fatto da europei? Il talento e il ballo sud americano non bastano più per questo calcio? Disciplina e allenamento sono ancora importanti? Potrei continuare per righe e righe con le domande. Ma forse sarà meglio goderci questa finale europea e goderci per qualche mese l’indiscusso podio del vecchio continente in un mondiale e in un calcio che ormai ci credeva fuori dal gioco e fuori dai piani per il futuro.