Tutte le differenze tra Texas Hold’em e Omaha

Texas Hold’em e Omaha sono le varianti di poker più conosciute e le due categorie sono entrambe presenti su NetBet: entra e gioca approfittando del bonus benvenuto! Hold’em e Omaha sono le modalità di gioco più popolari al Mondo ma quali sono le differenze maggiori tra queste due tipologie di gioco? Come si differenziano nelle regole, nell’ordine di giocata, nella struttura delle mani? Vediamolo insieme.

Hold’em e Omaha: le regole

La prima differenza tra le due varianti è certamente nel numero di carte coperte che vengono distribuite e utilizzate in ogni mano del gioco, 2 nel gioco del texas hold’em e 4 nella versione Omaha. Questo significa che le probabilità di combinazioni vincenti nell’Omaha è più alta. L’altra differenza riguarda il numero delle carte coperte e personali che devono essere combinate con le carte comuni per ottenere la migliore combinazione. Poiché in entrambe le varianti la migliore combinazione è composta al meglio di 5 carte totali tra quelle distribuite e quelle comuni, la differenza sta nel fatto che nella variante hold’em si possono usare due, una o nessuna delle carte personali per la migliore mano, nell’Omaha invece si sarà sempre obbligati a utilizzare 2 delle 4 carte in dotazione. Così, se ad esempio ci sono 4 carte di picche sul tavolo, solo avendone altre due personali dello stesso seme sarà possibile raggiungere il colore.

Hold’em e Omaha: la struttura delle scommesse

Per entrambe le categorie sono previste diverse tipologie sulla struttura delle scommesse, no-limit, pot-limit, o fixed-limit, ma solitamente la struttura maggiormente usata per l’Holdem è il no limit e per l’Omaha è il pot limit. Quella del no limit è una pratica recente, riguardante in parte il fattore emozionale, infatti in passato ogni tipologia di poker prevedeva sempre una struttura fixed limit. Questa differenza sostanzialmente è dettata più che altro dal modo in cui i partecipanti preferiscono giocare a poker e proprio la variante no-limit ha avuto la meglio per il texas hold’em mentre la variante pot-limit ha avuto notevole richiesta nella strategia di gioco dedicata all’Omaha.

Hold’em e Omaha: la struttura delle mani

La diffeenza sostanziale è la maggiore facilità statistica di poter avere mani importanti nell’Omaha ed è facile capirlo visto che le carte a disposizione da combinare rispetto al texas hold’em sono maggiori. Cambia però anche il punteggio minimo ritenuto buono per proseguire nella puntata di una mano. Infatti una coppia come Asso-Asso che è forte nel texas non è altrettanto forte nella versione Omaha in quanto la maggior possibilità di chiudere scale, colori, tris, doppie coppie o full rendono meno importante la coppia. Ovviamente quello di difendere la coppia è un errore che spesso compiono i giocatori hold’em che si approcciano per le prime volte all’omaha.

Hold’em e Omaha: la difficoltà

La diatriba delle correnti di pensiero su quale delle due versione sia più complessa è apertissima dovuto maggiormente alle varianti tra i due giochi, ma considerando un approccio di studio statistico e di possibilità di vincita, l’Omaha, è certamente più complesso per un giocatore che si avvia all’esperienza a 4 carte, a differenza dell’Hold’em in cui la possibilità del no limit cancella o livella le possibilità di casistica e statistica oltre ad essere più intuitivo nel carpire le possibilità combinatorie con sole 2 carte. La complessità si diversifica anche nella costruzione di una mano dove l’hold’em risulta più facile. Diverso per l’Omaha dove progetti e possibilità combinatorie possono dirottare la giocata verso altre combinazioni migliori. Se ad esempio dopo il flop delle 3 carte siamo in gioco con una doppia coppia tra carte personali coperte e carte comuni, il river potrebbe dirottare la giocata sul colore o su un scala, cambiando a quel punto sia le sorti, nella costruzione della puntata, e dunque delle chips spese sia nostre che degli avversari.

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