Spese online folli? Attenzione a non andare in rosso

Spese folli, dai negozi agli e-commerce, partendo da Amazon con le sue offerte e i suoi prodotti a basso costo.

Possiamo aggiungere anche altre piccole spese nel web come ad esempio gli abbonamenti di tv streaming, per i giochi o le scommesse online (www.wildtornado.info), il trading che pur essendo un investimento a crescere all’inizio richiedere una mini spesa iniziale.

Attenzione sempre a controllare il saldo quando dovete inviare anche dei pagamenti piccoli, quando dovete trasferire dei soldi dal conto corrente ad un wallet digitale, partendo da Paypal ad altri simili.

Anche piccole cifre di conto in rosso creano una brutta abitudine

Insomma, sempre massima attenzione ai piccoli costi di queste transizioni e anche alle distrazioni, nel mondo degli acquisti online ce ne possono essere molte pur essendo le piattaforme molto semplici e anche chiare nel dichiarare alla fine il prezzo finale con costi di trasporto o meno inclusi.

Fate attenzione agli abbonamenti mensili e abituali, anche piccoli perché, purtroppo le regole bancarie da inizio anno sono molto più severe. Saranno su cifre che portano il conto in rosso ma sotto i 100 euro, quindi chiaro numeri molto alti ma non troppo. Ricordate che gli economisti insegnano a prendere seriamente anche le piccole cifre. Insomma, anche avere un -0,50 centesimi in banca o in un conto digitale non è ammesso anche perché è tutto collegato e, credeteci, vi creerà tantissimi problemi. Ma che cosa succede a livello legale e amministrativo adesso? Vediamolo subito.

Un nuovo regolamento europeo

Dall’Europa arriva il nuovo Regolamento europeo sui requisiti di capitale delle banche, pur essendo entrato in vigore a gennaio 2014 verrà applicato in tutti gli Stati Membri dal 1 gennaio 2021.

La paura di molti all’inizio è stata quella di diventare cattivi pagatori anche per pochissimi soldi a causa di un automatismo amministrativo e burocratico nei Sistemi di informazione creditizia, insomma una cosa molto tecnica e specifica da spiegare.

Diciamo che meno prendiamo l’abitudine di avere conti in rosso in banca e meglio è, tuttavia la flessibilità su qualche numero ha aiutato in questi anni tantissime famiglie anche piccoli imprenditori, però non bisogna esagerare soprattutto in futuro.

Conto in rosso: ecco le cifre da non superare e i tempi massimi

C’è una soglia di rilevanza da non dover superare: 100 euro per i privati, 500 euro per imprese, artigiani e professionisti. Lo sconfinamento non deve in teoria superare l’1% dell’esposizione totale. Se succede non deve protrarsi per più di 90 giorni consecutivi. Le amministrazioni pubbliche invece hanno tempo 180 giorni.

Quindi, attenzione tra spese importanti (bollette, affitto, mutuo) e surplus a non andare mai in rosso, nemmeno di pochi centesimi, facciamolo diventare una regola anche se talvolta l’economia non aiuta.

Gli esperti spiegano che la possibilità di sconfinare nel rosso nel proprio conto corrente non è un diritto ma una possibilità concessa dalla banca. Purtroppo da oggi costerà perché verrà applicata la cosiddetta commissione di istruttoria veloce. Se applicarla o meno, se concedere la possibilità di default o sconfinamento è lasciata ai singoli istituti che sicuramente inizieranno già da ora a fornire informazioni ai propri clienti.

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