Napoli in rodaggio: il Brest svela le fragilità azzurre

I carichi di lavoro di Conte e le numerose assenze condizionano la prestazione degli azzurri

Il percorso di preparazione del Napoli sotto la guida di Antonio Conte continua a mostrare luci ed ombre, con una nuova battuta d’arresto che fa suonare qualche campanello d’allarme. La sconfitta per 2-1 contro il Brest nell’amichevole di Castel di Sangro evidenzia una condizione atletica ancora approssimativa e meccanismi difensivi da registrare, elementi che il tecnico salentino dovrà necessariamente perfezionare prima dell’inizio del campionato.

Le attenuanti non mancano

Otto assenze significative hanno condizionato le scelte di formazione: Olivera, McTominay, Gilmour, Buongiorno, Juan Jesus, Marianucci, Meret e Vergara hanno assistito alla partita dalla tribuna, costringendo Conte a soluzioni di emergenza. A questo si aggiungono i pesanti carichi di lavoro imposti durante il ritiro abruzzese, parte integrante della metodologia dell’allenatore pugliese nota per la sua durezza iniziale e i benefici a lungo termine.

La difesa schierata con Rrahmani e Beukema centrali, supportati da Di Lorenzo e Spinazzola sulle fasce, ha mostrato preoccupanti segni di vulnerabilità, specialmente nel primo tempo. Le due reti francesi nascono proprio da incertezze del reparto arretrato: Beukema e Rrahmani si fanno sorprendere in entrambe le occasioni da Ajorque, letale prima con un preciso sinistro e poi con un colpo di testa che non ha lasciato scampo a Milinkovic-Savic, sostituto dell’infortunato Meret.

Esperimenti tattici e mercato

Nonostante le difficoltà di organico, Conte resta fedele al suo 4-3-3, schierando un centrocampo rimaneggiato con Raspadori in una posizione inedita. La collocazione dell’ex Sassuolo in mediana potrebbe non essere casuale, considerando le voci insistenti su un forte interesse dell’Atletico Madrid per il giocatore. Una vetrina per aumentarne il valore o un test tattico per ampliare le soluzioni disponibili?

Il primo tempo scorre via senza particolari acuti offensivi, con un singolo tentativo proprio di Raspadori e un palo colpito da Kevin De Bruyne con un audace colpo di tacco, a dimostrazione della classe cristallina del belga, che sembra già a suo agio negli schemi azzurri.

Reazione nella ripresa

Il secondo tempo racconta una storia differente, con un Napoli più determinato e propositivo. Al 18′, proprio De Bruyne dimostra perché l’operazione che lo ha portato in azzurro potrebbe rivelarsi decisiva: un lancio millimetrico di 40 metri pesca Di Lorenzo, che contribuisce all’azione finalizzata da Lucca su assist di Politano per il momentaneo 2-1.

L’entusiasmo dei tifosi che gremiscono lo stadio Patini spinge gli azzurri all’assedio, anche se il Brest, progressivamente indebolito dai numerosi cambi, riesce a resistere alle offensive di Lukaku e Anguissa, incapaci di trovare il pareggio. Come nelle partite a Grandwin Casino, anche nel calcio estivo le combinazioni vincenti sono spesso frutto di tentativi ripetuti prima di trovare la formula perfetta.

Un processo di costruzione

Questa sconfitta, pur non drammatica data la fase di preparazione, offre a Conte spunti preziosi per il lavoro da svolgere nelle prossime settimane. La fragilità difensiva è l’aspetto più preoccupante, considerando che proprio la solidità del reparto arretrato è storicamente uno dei marchi di fabbrica delle squadre allenate dal tecnico pugliese.

D’altra parte, i lampi di qualità mostrati nella ripresa, soprattutto grazie all’apporto di De Bruyne, lasciano intravedere il potenziale della squadra a regime completo. La situazione ricorda quanto avviene spesso nelle competizioni a eliminazione diretta, dove l’efficienza difensiva fa la differenza, come dimostrato nella netta vittoria della Juventus contro il Frosinone in Coppa Italia che evidenziò l’importanza dell’equilibrio tra i reparti.

Domani mattina, alle ore 10, il Napoli avrà immediatamente l’opportunità di riscattarsi nel test contro la Casertana, sempre nell’accogliente cornice di Castel di Sangro. Un’occasione per verificare la capacità di reazione della squadra e la velocità di assimilazione dei principi di gioco che Conte sta cercando di trasmettere ai suoi uomini in queste intense settimane di preparazione.

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