Lunedì mattina, classifica aperta sul telefono. Lo faccio ogni settimana, lo so che è inutile, ma non riesco a smettere. Quest’anno però c’è qualcosa di diverso nell’aria, perché la corsa alla Champions è una di quelle situazioni dove praticamente nessuno è al sicuro e ogni giornata può ribaltare tutto quanto.
Parliamone.
Napoli, la solidità che non ti aspetti
Guarda, gli azzurri mi convincono. Non perché siano spettacolari ogni domenica, anzi. A volte giocano partite brutte, sporche, dove sembrano in difficoltà per ottanta minuti. Eppure i punti arrivano. E questa roba qui, la capacità di portare a casa risultati anche quando non sei brillante, è forse la qualità più sottovalutata in una corsa lunga come quella al quarto posto.
Secondo me è proprio questo il segreto del Napoli. Non il bel gioco. La tenuta.
Juve, fastidiosa per definizione
Ogni volta che penso di poterla escludere dai ragionamenti, la Juventus rispunta. È strutturale, credo. Hanno una mentalità costruita in decenni di vittorie che gli permette di soffrire senza affondare, e questo in primavera vale tantissimo. Quando le gambe pesano e la testa inizia a fare brutti scherzi, quella mentalità lì fa la differenza.
E poi ci sono gli scontri diretti. Chi ha visto la sfida totale tra Juve e Napoli all’Allianz Stadium capisce di cosa parlo. Certe partite valgono più di tre punti, cambiano equilibri, morale, classifica. La Juve in quei momenti raramente delude.
Roma, ci risiamo
Devo dirlo perché è vero. La Roma ogni stagione mi convince a metà e mi delude nell’altra metà. Parte bene, costruisce qualcosa di interessante, poi arriva quella settimana storta che sembra non finire mai. Un infortunio, due risultati negativi, l’ambiente che si incupisce. Conosco la storia a memoria ormai.
Però non la cancellerei. Ha una rosa con qualità vere, ha giocatori capaci di accendersi nelle partite importanti, e il pubblico dell’Olimpico quando spinge davvero è una roba che pochi stadi in Italia possono replicare. Se trovano un filotto di risultati positivi nel momento giusto, ci sono eccome.
L’Atalanta fa paura, nel senso buono
Onestamente, la Dea è quella che mi preoccupa di più in questa corsa. Preoccupa nel senso che è difficilissima da leggere. Hanno un’identità talmente riconoscibile che sai già come giocheranno, eppure riesci difficilmente a fermarlì. Quella chiarezza tattica combinata con una condizione fisica quasi sempre ottimale è un’arma potente.
Il doppio impegno potrebbe pesare, certo. Ma Gasperini ha dimostrato più volte di saper gestire i carichi meglio di quanto ci si aspetti. Rotazioni, freschezza, motivazioni sempre alte. Non è una squadra che si sgonfia facilmente.
Il Como, e qui mi fermo un secondo
Aspetta. Fammi pensare. Il Como che lotta per la Champions League. Scritto così sembra assurdo, eppure è esattamente quello che sta succedendo. E la cosa più interessante non è che ci siano riusciti, è il modo in cui ci sono arrivati.
Progetto costruito con testa, investimenti mirati, giocatori che hanno scelto di credere in qualcosa di diverso dal solito. C’è una leggerezza in questa squadra che le big non hanno, quella roba lì di chi gioca senza il peso della storia sulle spalle. Vai in campo e giochi, senza pensare troppo a cosa succede se perdi.
Ma le partite che contano davvero sono un territorio diverso. Quando l’adrenalina sale e la pressione diventa fisica, l’esperienza conta. Il Como la sta accumulando, però non ce l’ha ancora tutta. Questo potrebbe fare la differenza nelle ultime giornate, quelle dove ogni errore costa carissimo.
La mia lettura finale, per quel che vale
Napoli e Juve reggono. Su questo sono abbastanza convinto. Hanno struttura, esperienza e la capacità di non implodere quando le cose si fanno difficili. Per gli altri due posti disponibili è davvero aperta, e non me la sento di escludere nessuno con certezza.
L’Atalanta ha i mezzi. La Roma ha il talento ma deve trovare continuità. Il Como ha la freschezza ma deve dimostrare di saper gestire la pressione nei momenti che contano. Tre squadre, due posti. Qualcuno rimarrà fuori e probabilmente sarà una di quelle situazioni dove ci si ritrova a fine stagione a chiedersi cosa è andato storto in quella partita specifica, quella che poteva girare diversamente.
Il calcio è anche questo. Piccoli dettagli che diventano enormi solo a posteriori.
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La volata finale è appena iniziata. E non vedo l’ora di vedere come va a finire.